In the House Of Liv, Recensione da undertheory.com
- January 16th, 2010
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Le copertine non mi hanno mai ispirato fiducia.
E anche in questo caso avevo ragione.
Sebbene una bella gnocca con tanto di Jack Daniel’s alla bocca porti automaticamente alla mente dei rockettari glitterati e tamarri, qui ci troviamo davanti qualcosa di ben diverso: gli MG66 vengono da Trento, e no, non fanno glam rock.
Il loro disco è una bella macedonia di grandi icone del thrash metal come Slayer e Pantera, riarrangiati in chiave rock n’roll.
Un disco cazzuto, strafottente, minimale sotto certi punti di vista, non troviamo mai esagerazioni o strafalcioni per la voglia di farsi notare. Insomma, deciso.
I più evidenti riferimenti al thrash si possono sentire soprattutto in “To The Core (hate you.)” o anche “Nostalgia Kills” e “My Strenght”, quest’ultima però è condita da altri tipi di sound, più nu metal, che troviamo più marcati in “I will, I can”, dove ricordano una sorta di Rammstein un po’ meno accattivanti, e in “Shut Up!”, dove addirittura, ascoltandola, mi vengono in mente gli Static-X!
A metà disco troviamo un intermezzo southern, “Living My Live” country rock americano come inizio, che si tramuta poi in un rock con il timbro Metallica stampato a caratteri cubitali.
Molte influenze, ma poche idee. Il disco è pieno, completo, ma come già sentito. Nulla di nuovo in quello che già è affermato nel mondo del rock, ma il fatto che lo ripropongano con la stessa attitudine è un punto a favore.
Consigliato agli amanti del classico e del thrash intramontabile, e un bell’ascolto anche ai seguaci di hard rock e affini.
–by CabyLullaby–





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